L’intelligenza artificiale e la mole di informazioni ceduta quotidianamente alle grandi piattaforme tecnologiche devono essere orientate al bene comune e non trasformarsi nel profitto esclusivo di poche multinazionali. È questa la posizione espressa dal Forum regionale del Terzo settore dell’Emilia-Romagna durante l’assemblea regionale svoltasi a Bologna, nel corso della quale è stato presentato il progetto “Acoda”, iniziativa sviluppata in sinergia con la Fondazione del Monte, l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e il Cineca.
Ispirato al libro Intelligenza Artificiale e Sociale, il programma punta ad avviare una campagna capillare di alfabetizzazione digitale e presa di coscienza civica su scala regionale.
Il progetto “Acoda”: consapevolezza e alfabetizzazione sulla cessione del dato
L’obiettivo primario di “Acoda” è educare la cittadinanza a un utilizzo critico di app, siti e servizi digitali, evidenziando il valore economico e strategico racchiuso nei dati personali:
- Sensibilizzazione e cambio di paradigma: Promuovere comportamenti più attenti al momento della condivisione delle informazioni online, rivendicando un ritorno sociale e collettivo per i dati ceduti.
- Coinvolgimento trasversale: Il percorso formativo, rivolto in primis agli enti del terzo settore, punta a estendersi a Comuni, sindacati e organizzazioni economiche e sociali dell’intero territorio emiliano-romagnolo.
- Contrasto alle asimmetrie digitali: Rendere evidente l’impatto economico della cessione gratuita dei dati verso i grandi gruppi globali, proponendo modelli alternativi basati su un’intelligenza artificiale a impatto etico.
Il Modello del Progetto "Acoda"
DATI DEI CITTADINI ───> Consapevolezza ed educazione alla privacy digitale
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PARTNERSHIP DI RETE ───> Forum Terzo Settore, Università di Bologna, Cineca e Fondazione
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FINALITÀ SOCIALE ───> Valorizzazione collettiva dell'AI contro le rendite dei giganti tech
Le richieste fiscali: abolizione dell’Irap e sostegno all’economia sociale
A margine dell’assemblea, il portavoce del Forum, Alberto Alberani, ha rilanciato con forza la richiesta di abolire l’Irap per gli enti del terzo settore a livello nazionale:
“I grandi autocrati e i grandi gruppi multinazionali, come quelli della gig economy, hanno benefici fiscali incredibili; noi tutti invece paghiamo tantissimo di Irap. Quello sarebbe un segnale politico concreto a livello nazionale. Chiediamo che dalle parole si passi ai fatti e che anche il Piano dell’economia sociale nazionale possa prevedere un sostegno concreto e reale agli enti del terzo settore.” — Alberto Alberani, Portavoce del Forum Terzo Settore Emilia-Romagna.
La legge regionale sull’economia sociale
Il Forum ha inoltre espresso pieno sostegno al percorso legislativo avviato dalla Regione Emilia-Romagna per la definizione della nuova legge sull’economia sociale. Il provvedimento mira a formalizzare un modello economico alternativo basato sulla tutela ambientale, la centralità delle persone e l’inclusione di imprese che pongano finalità sociali ed etiche al centro delle proprie attività produttive.






