Secondo quanto riportato dalla BBC, Rockstar Games sarebbe intervenuta pubblicamente in seguito alla serie di video trapelati relativi al gameplay e alle sequenze cinematografiche di GTA VI, definendo l’accaduto una vicenda “straziante” per il team di sviluppo. L’azienda ha dichiarato che non era questo il modo in cui intendeva mostrare il gioco ai fan e ha avvertito che gli spoiler potrebbero compromettere l’esperienza prevista per il lancio.
La società madre Take-Two Interactive ha avviato un’azione legale e presentato richieste di rimozione per violazione del copyright, rafforzando così l’autenticità dei contenuti trapelati.
Il gruppo responsabile delle fughe di notizie sostiene di voler protestare contro alcune decisioni commerciali di Rockstar, ma i critici sottolineano che la campagna sta anche raccogliendo donazioni in criptovalute, facendo ipotizzare possibili motivazioni economiche.
Nonostante l’accaduto, gli osservatori del settore prevedono che GTA VI resterà uno dei più grandi lanci nel mondo dell’intrattenimento del decennio, mentre Rockstar si prepara a svelare nuovi dettagli ufficiali in una prossima anteprima.
Il commento di Harm Teunis, Security Evangelist di ESET Paesi Bassi:
“L’impatto delle fughe di notizie su GTA VI va ben oltre il semplice furto di file. Per Rockstar, l’elemento sorpresa che circonda una delle uscite di intrattenimento più attese di sempre è parte integrante del prodotto stesso. La diffusione di video che mostrano elementi di gameplay e trama può compromettere una campagna di marketing pianificata con cura e strategia.
Inoltre, priva milioni di fan e altri giocatori dell’opportunità di scoprire da soli la storia e il mondo virtuale del gioco.
I responsabili sostengono di protestare contro la decisione di Rockstar di non pubblicare il gioco su disco. Ma la loro richiesta di donazioni in criptovaluta fa pensare a un movente meno ideologico o nobile.
Il caso evidenzia i confini sempre più sfumati tra hacktivismo, estorsione e guadagno economico. Le organizzazioni dovrebbero prepararsi ad affrontare aggressori che non sono necessariamente interessati a rubare dati per il loro valore monetario, ma che utilizzano qualsiasi cosa sia importante per un’organizzazione come leva per ottenere ciò che vogliono.”








