Gravi vulnerabilità in PHP mettono a rischio milioni di siti web

redazione

Gli sviluppatori di PHP, il linguaggio di programmazione che alimenta un’ampia parte dei siti web e delle piattaforme, tra cui WordPress, Drupal, Joomla e Magento, si stanno preparando a rilasciare patch di emergenza per correggere due vulnerabilità critiche. Entrambe le vulnerabilità hanno ottenuto un punteggio di gravità 9,2 su 10 secondo la scala CVSS e potrebbero consentire agli aggressori di eseguire da remoto codice malevolo senza autenticazione.

Il CERT-EU ha esortato le organizzazioni ad applicare immediatamente le patch non appena saranno disponibili, avvertendo che i siti web impossibilitati a installare gli aggiornamenti dovrebbero valutare la possibilità di andare temporaneamente offline.

Le aziende specializzate in sicurezza informatica stanno già segnalando i primi segnali di attacchi. Cloudflare ha introdotto misure temporanee di protezione tramite firewall, sottolineando tuttavia che l’installazione delle patch rimane essenziale.

Le vulnerabilità potrebbero potenzialmente causare furto di dati, alterazione dei contenuti dei siti web o compromissione completa dei server. Le versioni di PHP effettivamente interessate e i dettagli tecnici dovrebbero essere resi noti contestualmente al rilascio delle patch.

Il commento di Harm Teunis, Security Evangelist di ESET Paesi Bassi

“Il nostro mondo digitale è costruito utilizzando molti degli stessi materiali e componenti fondamentali. Questo rappresenta un punto di forza: ci affidiamo a tecnologie che hanno dimostrato la propria efficacia nel corso degli anni. Tuttavia, se uno di questi componenti presenta un difetto, le conseguenze possono essere gravi. Possiamo fare un paragone con i richiami effettuati dalle case automobilistiche. Esistono moltissimi brand e modelli diversi, ma spesso utilizzano gli stessi componenti. Se uno di questi risulta pericoloso o si guasta, tutti i proprietari coinvolti devono riportare la propria auto presso la concessionaria.

Ciò che rende questa vulnerabilità così pericolosa è che gli hacker  possono attaccare direttamente da Internet i sistemi vulnerabili. Immaginiamo una serratura per auto di cui qualcuno abbia rivelato il metodo per aprirla: i criminali potrebbero quindi girare per le strade alla ricerca di veicoli vulnerabili. Online, tutto questo può essere automatizzato su vasta scala. Nel caso di altre vulnerabilità, gli aggressori devono prima affrontare e superare diversi ostacoli. In questo caso, invece, il punto debole potrebbe essere accessibile direttamente a tutti. Si tratta quindi di un problema serio, che deve essere risolto il prima possibile.

Nel mondo digitalizzato conta anche il punto in cui viene individuata una vulnerabilità. Scoprirne una all’interno di un programma può essere un problema. Ma le conseguenze possono diventare davvero pericolose quando la vulnerabilità si trova in un elemento fondamentale dell’infrastruttura di Internet, dal quale dipendono migliaia di altri programmi. Possiamo paragonare questa situazione all’amianto digitale: un materiale vulnerabile utilizzato in moltissimi contesti, senza che sia necessariamente evidente dove si trovi.

La possibilità che tutto questo sfoci in attacchi informatici su vasta scala dipende dalla rapidità con cui le organizzazioni reagiscono. Devono sapere quali sistemi utilizzano e chi è in grado di correggerli, proprio come una casa automobilistica deve individuare i componenti difettosi dei propri veicoli per gestire efficacemente un richiamo.

Tuttavia, molti sistemi digitali non vengono aggiornati con puntualità. Continuano semplicemente a funzionare, senza che nessuno provveda ad applicare le patch necessarie. Di conseguenza, alcune vulnerabilità possono rimanere presenti per anni. Proprio come accade con l’amianto, tutto comincia con la scoperta del problema. Individuare con precisione dove si trova e risolverlo può richiedere molto tempo.

Farsi prendere dal panico non è utile e offre soltanto ai criminali l’opportunità di sfruttare la situazione, ingannando le persone con falsi avvisi e presunte soluzioni. Il messaggio è chiaro: occorre prendere la questione sul serio, conoscere quali sistemi stiamo utilizzando e assicurarsi di aggiornare, correggere o sostituire quelli vulnerabili.