Le infrastrutture di telecomunicazione affrontano una profonda trasformazione architetturale, trainata dalla necessità di gestire moli crescenti di dati in tempo reale, garantire resilienza sistemica e integrare nativamente modelli computazionali avanzati. In questo orizzonte si colloca la 17ª International Conference on Network of the Future (NoF), appuntamento scientifico internazionale ospitato a Roma da Universitas Mercatorum, polo accademico che riunisce ricercatori, docenti, giovani studiosi e professionisti dell’industria provenienti da 29 Paesi e cinque continenti.
Fondata nel 2010 per esplorare l’evoluzione di Internet e delle reti di nuova generazione attraverso tappe che hanno attraversato Europa, America, Asia, Africa e Australia, la conferenza NoF costituisce una piattaforma di raccordo tra la ricerca teorica di frontiera e le applicazioni industriali su larga scala.
Le direttrici tecnologiche: architetture AI-native, 6G e Open RAN
Al centro del dibattito scientifico vi sono i paradigmi destinati a definire i network dei prossimi decenni, superando i modelli di gestione centralizzati e rigidi a favore di ambienti aperti, programmabili e resilienti:
- Integrazione profonda dell’AI nelle reti: Dalle architetture concepite come AI-native agli algoritmi predittivi impiegati per l’automazione, l’orchestrazione dinamica delle risorse e la difesa proattiva contro le minacce cyber.
- Evoluzione della connettività mobile: Transizione dai deployment 5G avanzati verso la definizione degli standard e dei requisiti del 6G, con particolare enfasi sulle architetture disaggregate e interoperabili Open RAN.
- Virtualizzazione ed edge computing: Applicazione dei digital twin per la simulazione e la gestione delle reti complesse, abbinata al cloud-native networking, all’Internet of Things (IoT) e all’elaborazione distribuita a bordo rete (edge).
Governance scientifica e confronto multidisciplinare
Il coordinamento della conferenza riflette la cooperazione accademica transnazionale: l’organizzazione generale vede la guida congiunta della professoressa Barbara Martini (Universitas Mercatorum) e del professor Paolo Monti (Chalmers University of Technology), affiancati alla presidenza del comitato tecnico dalla professoressa Sahar Hoteit (Université Paris-Saclay) e dal professor Marco Polverini (Sapienza Università di Roma).
Il percorso dei lavori si articola in sessioni tecniche, workshop specialistici, dimostrazioni sul campo e keynote lecture focalizzati sulle infrastrutture europee di sperimentazione per le tecnologie beyond 5G. Tra i momenti di sintesi più significativi, il panel tematico “Networks in the AI Era: Data as a Goldmine for Research and Innovation” mette a confronto accademia, operatori di telecomunicazioni e decisori istituzionali sul ruolo strategico del patrimonio informativo per accelerare la ricerca e l’innovazione infrastrutturale.
Il ruolo della cooperazione tra ricerca e industria
L’evoluzione delle reti del futuro non si esaurisce nella sola dimensione ingegneristica, ma rappresenta la spina dorsale per la sovranità digitale, i servizi essenziali e la competitività economica globale. Il consolidamento di appuntamenti scientifici ad alta partecipazione internazionale come NoF rafforza il ruolo dell’ecosistema accademico italiano come snodo di dialogo tra università, centri di ricerca e imprese, accelerando il trasferimento tecnologico indispensabile per abilitare i servizi della società interconnessa.





