Rilevamento e risposta gestiti per le minacce: guida all’acquisto 2026

Nel 2026 i servizi di Managed Detection and Response (MDR) assumono un ruolo sempre più importante perché gli attacchi non iniziano più necessariamente dall’endpoint. Le prime fasi di una compromissione possono infatti coinvolgere identità, email, applicazioni cloud e strumenti di collaborazione, rendendo insufficiente un monitoraggio limitato ai soli dispositivi.

Un servizio MDR efficace non si limita quindi a raccogliere gli alert, ma combina telemetria proveniente da più ambienti con attività e risposte gestite dagli analisti, tra cui triage, threat hunting, indagine degli incidenti, contenimento e supporto alla remediation. Per questo, nella scelta di un provider è fondamentale valutare l’ampiezza della copertura e la capacità di correlare segnali provenienti da endpoint, cloud, identità, email e applicazioni.

I dati più recenti confermano questa evoluzione. Nel 2026 lo sfruttamento delle vulnerabilità ha rappresentato il 31% degli accessi iniziali rilevati da Verizon, mentre l’abuso di credenziali è comparso nel 39% delle violazioni. Sul fronte MSP, Acronis ha rilevato il phishing come principale vettore iniziale di attacco, presente nel 52% dei casi osservati, mentre gli attacchi tramite strumenti di collaborazione sono cresciuti dal 12% del 2024 al 31% del 2025. A questo si aggiunge la pressione sui team di sicurezza, spesso alle prese con carenza di risorse, un numero elevato di falsi positivi e un volume di dati difficile da gestire.

In questo contesto, Acronis fornisce funzionalità MDR attraverso Acronis Cyber Protect Cloud, una piattaforma multi-tenant pensata per i service provider. L’offerta si articola su più livelli: Acronis EDR si concentra su rilevamento, indagine e risposta a livello endpoint; Acronis XDR estende la visibilità a email, identità e applicazioni Microsoft 365; Acronis MDR aggiunge un servizio SOC e analisti attivi 24/7 per il monitoraggio continuo e la gestione degli incidenti. Acronis RMM completa l’offerta estendendo la stessa piattaforma anche alla gestione e al monitoraggio degli endpoint.

Il vantaggio di questo approccio è la possibilità di integrare nella stessa piattaforma rilevamento, risposta, backup, disaster recovery e gestione degli endpoint. In questo modo gli MSP possono passare dal contenimento al ripristino senza dover introdurre ulteriori console o coinvolgere altri vendor, riducendo la complessità operativa e migliorando la continuità del servizio.