F5 (NASDAQ: FFIV), leader globale nella distribuzione e nella protezione di ogni applicazione e API, ha annunciato che F5 Distributed Cloud Web App and API Protection (WAAP), parte della F5 Application Delivery and Security Platform (ADSP), si è posizionata nella categoria “Leader” del report comparativo SecureIQLab 2026 Cloud WAAP v5.0 CyberRisk Validation. F5 è stata inoltre una delle poche aziende valutate a ottenere entrambe le certificazioni Secure-by-Design e Secure-by-Default.
Le aziende che adottano soluzioni per la sicurezza delle applicazioni si trovano da tempo di fronte a un compromesso. Alcune riescono a bloccare gli attacchi più sofisticati, ma richiedono continui interventi di ottimizzazione e personale specializzato per essere gestite. Altre sono semplici da implementare, ma presentano vulnerabilità che emergono solo dopo una violazione. I team di sicurezza finiscono così per dover scegliere quale problema affrontare.
La valutazione di SecureIQLab ha preso in esame entrambe le dimensioni del compromesso tra efficacia ed efficienza. F5 si è posizionata nella categoria “Leader” del CyberRisk Ripple, la classificazione più elevata del report, riservata alle soluzioni che raggiungono i migliori risultati sia in termini di protezione sia di operatività. F5 ha ottenuto un punteggio del 92,7% nell’efficacia della sicurezza e del 94,7% nell’efficienza operativa, superando le medie del gruppo valutato, pari rispettivamente all’86,8% e al 93,8%.
“Il Frontier AI ha reso insostenibili gli approcci tradizionali alla sicurezza, comprimendo o addirittura invertendo il tempo che intercorre tra la divulgazione di una vulnerabilità e la disponibilità di un exploit funzionante“, ha dichiarato John Maddison, Chief Marketing Officer di F5. “Le aziende devono proteggere un numero sempre maggiore di applicazioni, API e, oggi, anche sistemi di AI. Una sicurezza che funziona solo se supportata da un team di specialisti non è una sicurezza in grado di scalare“.
Le aziende hanno oggi bisogno di una soluzione WAAP dotata di strumenti di virtual patching, come le funzionalità di Web Application Firewall (WAF), posizionati davanti all’applicazione per bloccare gli exploit fin dal primo giorno, senza richiedere nuove firme né continui interventi di ottimizzazione. Allo stesso tempo, le organizzazioni non possono limitarsi a fidarsi delle dichiarazioni dei singoli fornitori sull’efficacia delle loro soluzioni. I responsabili della sicurezza traggono beneficio da test indipendenti che consentono di verificare quali strumenti siano realmente in grado di offrire il livello di protezione promesso.
Una protezione comprovata nei test
SecureIQLab ha sottoposto ciascuna soluzione a oltre 1.600 scenari di attacco, comprendenti attacchi alle applicazioni web secondo l’OWASP, attacchi alle API, bot e bot assistiti dall’AI, attacchi DoS e DDoS di Layer 7, test di resilienza della sicurezza e una valutazione delle vulnerabilità WAAP, mantenendo traffico legittimo per l’intera durata delle prove al fine di misurare la capacità di ridurre i falsi positivi. I test sono stati condotti in conformità con lo standard AMTSO (Testing Protocol Standard v1.3), nell’ambito del Test ID AMTSO-LS1-TP169, ed eseguiti su SOCx®, la piattaforma AI-Driven Cloud Security Validation di SecureIQLab, per garantire condizioni di esecuzione uniformi per tutti i fornitori.
Efficienza operativa senza compromessi
Il punteggio del 94,7% ottenuto da F5 in termini di efficienza operativa riflette un’architettura progettata per ridurre il carico di lavoro, anziché aumentarlo. F5 Distributed Cloud WAAP integra WAF, sicurezza delle API, difesa dai bot e mitigazione degli attacchi DDoS di Layer 3-4 e Layer 7 in un’architettura di ispezione single-pass, che consente di decrittografare e analizzare il traffico una sola volta, evitando che debba transitare tra prodotti scarsamente integrati per le attività di ispezione e applicazione delle policy. I team che gestiscono la piattaforma possono implementare e scalare le policy senza introdurre latenza o complessità di configurazione, mentre lo stesso motore WAF, ampiamente collaudato, è utilizzato in F5 Distributed Cloud Services, F5 BIG-IP Advanced WAF e nelle soluzioni F5 NGINX.
Sicurezza integrata fin dalla progettazione
Le certificazioni Secure-by-Design e Secure-by-Default vengono assegnate alle soluzioni che non ampliano la superficie di attacco degli ambienti che proteggono e che garantiscono un livello di protezione efficace senza richiedere configurazioni aggiuntive. Per ottenere entrambe è necessario conseguire un punteggio superiore all’85% in ciascuna categoria e il massimo punteggio (100%) nella valutazione delle vulnerabilità WAAP. F5 è stata una delle sole cinque soluzioni a soddisfare entrambi i requisiti.
F5 ha inoltre ottenuto un punteggio superiore alla media del gruppo nella categoria Compliance, che valuta la capacità di una soluzione di soddisfare i requisiti normativi, di protezione dei dati, di audit e di governance previsti da framework quali NIST SP 800-53, NIST AI Risk Management Framework, ISO/IEC 27001, ISO/IEC 42001, PCI DSS, GDPR, HIPAA e SOC 2. Inoltre, F5 ha ottenuto un punteggio del 100% nel sottoinsieme dell’OWASP LLM Top 10 incluso nella versione 5.0, che comprende due categorie di rischio: Prompt Injection (LLM01:2025) e Improper Output Handling (LLM05:2025). La valutazione ha incluso anche 35 casi di test benigni per misurare il tasso di falsi positivi.
“Il mercato delle soluzioni WAAP per il cloud ha raggiunto un elevato livello di maturità. Il punteggio medio relativo alla sicurezza è aumentato di circa il 12,3% rispetto alla precedente edizione di questo test e, per la prima volta, abbiamo valutato la sicurezza delle applicazioni AI come una categoria a sé stante, perché è proprio in quest’area che la superficie di attacco continua ad ampliarsi“, ha dichiarato David Ellis, VP of Research di SecureIQLab. “Le soluzioni inserite nella categoria ‘Leader’ hanno dimostrato un’elevata copertura in termini di protezione delle applicazioni web, delle API, dalle minacce avanzate e delle applicazioni abilitate dall’AI“.








