Nel mercato globale del commercio elettronico, dove le piattaforme internazionali dettano ritmi operativi e standard tecnologici, lo sviluppo di software a valore aggiunto rappresenta una delle leve più efficaci per generare valore industriale su scala internazionale. In questo perimetro si colloca l’esperienza di Nextools, startup tecnologica nata a Roma e affermatasi come il primo e unico app studio italiano interamente specializzato nell’ecosistema Shopify.
Fondata nel 2023 da Marco Venuti, Andrea Morone, Michele Savino, Matteo Della Porta e Katia Maglione, l’azienda ha strutturato un modello SaaS (Software-as-a-Service) orientato all’esportazione: oltre 17 applicazioni proprietarie a catalogo, più di 10.000 merchant serviti in 148 Paesi e oltre 3 miliardi di carrelli processati durante i picchi dell’ultimo Black Friday. Numeri sostenuti da un incremento a tripla cifra del fatturato anno su anno e da una crescita superiore al 370% della base di esercenti che utilizzano i suoi strumenti.
Tecnologia codeless, AI e ottimizzazione delle conversioni
Il nucleo dell’offerta di Nextools poggia sulla semplificazione delle architetture e sulla riduzione delle barriere tecniche per i merchant online:
- Automazione no-code e flussi commerciali: La suite permette di configurare logiche di vendita complesse, scontistiche dinamiche e regole promozionali personalizzate senza richiedere la scrittura di codice di programmazione (codeless).
- Intelligenza artificiale per il checkout: Algoritmi predittivi intervengono sui passaggi critici del carrello per ottimizzare il tasso di conversione, ridurre gli abbandoni e personalizzare in tempo reale l’esperienza d’acquisto dell’utente finale.
- Scalabilità dell’infrastruttura: L’integrazione nativa nell’architettura Shopify consente di reggere carichi massivi di traffico e transazioni durante i periodi di massima pressione commerciale globale.
«A Roma serviva un evento verticale sul mondo ecommerce, per questo come imprenditori che da anni operano sul territorio romano, abbiamo deciso di creare uno spazio di condivisione, opportunità di dialogo e scambio d’idee fra imprese, commercianti online, agenzie specializzate e specialisti del settore che guidano l’evoluzione di questo mercato. Come Co-Founder di Nextools – Shopify App Studio sono felice che anche nel nostro paese si possano fare degli ottimi prodotti: tecnologia sviluppata in Italia, SaaS esportati globalmente e ricavi ricorrenti generati sui mercati internazionali è la riprova che anche da Roma si può partire per aggredire mercati globali».
— Marco Venuti, Co-Founder di Nextools.
The E-Commerce Club: l’ecosistema del commercio digitale a confronto
La crescita del brand si riflette anche nell’impegno verso la creazione di un polo di confronto per l’intero settore. In occasione della Rome Future Week, il festival capitolino dell’innovazione, la società ha dato vita al format The E-Commerce Club, un hub verticale strutturato su tre direttrici tematiche:
- Infrastrutture e piattaforme: Analisi dei presupposti tecnici dell’e-commerce contemporaneo, con interventi di figure di riferimento del comparto tra cui Beniamino Colombo (Shopify) e Camilla Giovannini (Circeus/ShopCircle).
- Crescita, retention e governance: Focus sull’evoluzione dei ricavi tra commercio mobile, strategie omnicanale, impiego dell’AI per la fedeltà del cliente, sicurezza e adempimenti normativi.
- Competenze e nuovi linguaggi: Approfondimento sulle figure professionali emergenti, tra branding contemporaneo, narrazione visiva e integrazione dei modelli generativi nei workflow creativi.
Il gap delle competenze digitali: far incontrare offerta e fabbisogno di talenti
Accanto ai momenti di analisi, il modello di aggregazione promosso da Nextools interviene su una delle criticità strutturali più sentite dall’economia digitale italiana: il disallineamento tra domanda e offerta di lavoro specializzato (skills mismatch).
I dati di settore evidenziano l’urgenza di questo snodo: secondo le rilevazioni dello studio TEHA–Amazon–AWS, 3 aziende su 5 in Italia non riescono a reperire le professionalità digitali necessarie a supportare la propria crescita. Un ritardo confermato anche dagli indicatori del DESI della Commissione Europea, che segnalano come le PMI italiane nell’adozione dell’intelligenza artificiale si attestino al 16,4%, al di sotto della media comunitaria (20%).
Attraverso spazi dedicati all’incontro diretto tra imprese in cerca di programmatori, designer o specialisti di marketing e giovani professionisti, l’iniziativa dimostra come lo sviluppo di piattaforme tecnologiche ad alto tasso d’innovazione debba necessariamente accompagnarsi a percorsi stabili di formazione e valorizzazione del capitale umano, leva indispensabile per garantire competitività duratura all’ecosistema digitale italiano.






