La Nuova Europa, dalla guerra al nuovo spazio comune europeo

Lorenzo Della Corte

Eppur si muove.

L’Unione Europea sembrava destinata all’immobilismo, piegata dalla pandemia prima e dalla guerra poi, eppure ha saputo resistere alle sfide del tempo e sfruttare tali avversità per costruire una nuova idea di Europa capace di organizzare il prevedibile e dominare l’imprevisto.

Nel corso della Festa dell’Europa, il 9 maggio scorso, Emmanuel Macron ha continuato a delineare il futuro del Vecchio continente, proponendosi come nume tutelare di questo percorso che proietta l’UE in un nuovo spazio geopolitico in cui bisognerà ridefinire gli equilibri di sicurezza.

«Oggi – ha dichiarato il presidente Macron durante il suo discorso a Strasburgo – la libertà e la speranza nel futuro hanno il volto dell’Unione Europea. È in nome di questa libertà e di questa speranza che sosteniamo e continueremo a sostenere l’Ucraina, il suo presidente, Volodymyr Zelensky, e il popolo ucraino. Qual è il nostro obiettivo dinanzi alla decisone unilaterale della Russia di invadere l’Ucraina e di aggredire il suo popolo? Far cessare questa guerra al più presto, fare tutto il possibile affinché l’Ucraina possa alla fine resistere e la Russia non abbia la meglio, preservare la pace sul resto del continente europeo ed evitare qualsiasi escalation».

È un discorso, quello del presidente Macron, che rivendica il diritto ad una politica estera tutta europea che, seppur non totalmente conciliante con i progetti di alcuni partner atlantici, non scalfisce il saldo legame con gli alleati angloamericani.

«Per sostenere l’Ucraina – ha proseguito l’inquilino dell’Eliseo – abbiamo mobilitato, come non era mai accaduto, degli importanti mezzi militari, finanziari, umanitari e dobbiamo aumentare i nostri sforzi per mettere in pratica una risposta efficace in materia di sicurezza alimentare. Continueremo a farlo. Affinché la giustizia possa parlare, lottiamo e lotteremo contro l’impunità dei crimini inqualificabili commessi dalla Russia in Ucraina. Ciò, tuttavia, non vuole dire che siamo in guerra con la Russia», ha tenuto a precisare Macron.

Il leader di En Marche è consapevole che è compito dell’Europa adoperarsi affinché sia possibile giungere ad una pace duratura in Ucraina sulla quale poter costruire i presupposti per un nuovo sistema di sicurezza continentale. Infatti, punizioni troppo severe o tentativi di umiliazione operati nei confronti della Russia potrebbero comportare dei revanscismi che gli stati europei hanno già provato sulla propria pelle.

La linea tracciata da Emmanuel Macron è stata condivisa dai principali attori continentali, primo tra tutti il premier italiano Mario Draghi che, durante l’incontro alla Casa Bianca, ha stupito i più sostenendo la tesi espressa dal presidente francese e chiedendo al presidente Biden di lavorare per la pace tra i due stati e non per la sconfitta di Vladimir Putin. A tal proposito, il premier italiano, parlando a nome di buona parte dei governi europei, ha dichiarato che è fondamentale riprendere le vie del negoziato lasciando solamente «agli ucraini e a nessun altro» la libertà di decidere i termini della pace.

Dunque, attraverso il nuovo asse Roma – Parigi, si afferma la volontà di costruire un’Europa non più spettatrice di ciò che accade al di là dei propri confini, ma una nuova Europa protagonista, affrancata da tutele e dipendenze. Un’Europa nuovamente padrona del proprio destino.