Carceri, Caso Diele. Sappe: “La politica degli annunci naufraga nei fatti”

redazione

“Non c’era bisogno della mancata scarcerazione di un detenuto eccellente per sapere che le dotazioni dei braccialetti per il controllo dei detenuti ammessi ai domiciliari – costati allo Stato fino ad oggi 173 milioni di euro! – è largamente insufficiente rispetto alle reali necessità. Questo il Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE lo denuncia da tempo, ma se riguarda la mancata scarcerazione di migliaia di “poveracci” e di “signor nessuno” la cosa non fa notizia”.
Lo dichiara Donato Capece, segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria SAPPE, commentando alcuni articoli di stampa odierni.
“Il paradosso più evidente è che i Ministeri di Giustizia e Interno hanno speso 110 milioni di euro in 10 anni per pochissimi braccialetti, mentre ora che ve n’è una primaria necessità – con la messa in prova ed il potenziamento del ricorso alla misure alternative alla detenzione – non ne sono stati acquistati a sufficienza. E le carceri restano piene di persone che invece potrebbero da subito scontare la pena sul territorio. Il dramma di questo Paese è che nessuno mai paga per questi sprechi e per questi errori. E le emergenze e le tensioni nelle carceri persistono, come sanno bene le donne e gli uomini della Polizia Penitenziaria che con esse convivono tutti i giorni, 24 ore al giorno…”.
Capece rilancia la proposta di affidare al Corpo di Polizia Penitenziaria i controlli dei detenuti ammessi agli arresti domiciliari, ora di competenza di altre Forze di Polizia: “Serve un adeguato incremento di organico del Corpo per favorire proprio il potenziamento dell’impiego di personale di Polizia Penitenziaria nell’ambito dell’area penale esterna. Per il SAPPE è fondamentale potenziare i presidi di polizia sul territorio – anche negli Uffici per l’Esecuzione Penale esterna: potenziamento assolutamente indispensabile per farsi carico dei controlli sull’esecuzione proprio dei permessi premio, delle misure alternative alla detenzione, sui trasporti dei detenuti e sul loro piantonamento in ospedale. La sicurezza dei cittadini non può essere oggetto di tagli indiscriminati e ingiustificati ma non può essere messa in condizione di difficoltà se non si assumono gli Agenti di Polizia Penitenziaria”.